Natale... Essere più buoni: cosa significa e come si fa?

Elfetti del Regno di Babbo Natale buongiorno, oppure buonanotte (dipende da quando e da dove state leggendo)! E’ da quando siamo nati che qua in occidente ci imbattiamo regolarmente nella frase “A Natale siamo tutti più buoni“. Ma esattamente cosa significa?

essere buoni a natale

Iniziamo subito mettendo bene in chiaro che, tecnicamente, per essere “più buoni” dobbiamo già essere buoni… il che rende tutto un tantino più spigoloso! Potremmo dunque dividere il nostro stato di forma comportamentale in tre: non buono, buono, più buono!

Ora la situazione sembra essere più chiara… quindi la domanda sorge spontanea, io a quale dei tre stati appartengo? E qui sono dolori di pancia (tipo quando hai mangiato 1kg di cioccolata…) perché più o meno consapevolmente entriamo ed usciamo saltellando da ognuno di questi tre stati (non buono, buono e più buono) a seconda di come ci comportiamo! La nostra vita cambia ogni secondo in conseguenza di come decidiamo di viverla, di come ci atteggiamo e di cosa decidiamo. Non si tratta di una lotteria cieca, quello che vorremmo esprimere e consigliare attraverso queste righe di blog è che noi dobbiamo essere consapevoli rispetto allo stato in cui siamo al momento, e chiederci se è li che sia giusto stare… se è li che vogliamo veramente stare!

Proviamo a tracciare dunque le caratteristiche dei 3 stati:

Il "non buono"

Attenzione a non confondere il “non buono” con il cattivo! Non c’entrano nulla l’uno con l’altro. La cattiveria dietro ha una intenzione… il “non buono” invece è solamente uno stato di caos dove si vive, si sceglie e ci si comporta senza orientamento. Vivere così equivale ad essere una bandiera in preda al vento o una barca in mezzo al mare… qualsiasi fattore esterno può minare un fragile equilibrio. Il “non buono” è non buono per sé soprattutto e di conseguenza anche per gli altri. Si rischia di vivere in uno stato di inconsapevolezza che equivale al sonno… un “non buono” ha la preziosa chance di diventare buono quando si accorge che c’è qualcosa che non va. Quando desidera iniziare a lavorare dentro di sé per essere consapevole di ciò che è e che fa.

il "buono"

Eh…. BUOOOOOOOONGIORNO!

Il buono è il non buono che si è svegliato!!! Che apre gli occhi e si dice “caspita cosa mi sono perso”. Il buono è orientato ad una vita virtuosa, si prende cura di se stesso con consapevolezza e così facendo dà il buon esempio, è autosufficiente e d’aiuto al prossimo. Il buono è colui che capisce che la colpa degli altri non esiste e che la Vita non è altro che la conseguenza di come ci si comporta… cambiando te stesso, cambi il mondo che ti circonda (è tosta si, ma provare per credere!).

Il "più buono"

BUON NATALEEEEEEEEEEE!

A Natale siamo tutti più buoni! Esattamente… e seguitemi perché questa è bella… A Natale, dunque quando nasciamo, SIAMO TUTTI PIU’ BUONI! Il “Più Buono” è il puro, è l’amore che sta oltre l’interesse personale. Chi ama la bellissima metafora del Piccolo Principe può associare il più buono all’adulto che si destruttura per ritornare a comunicare col proprio bambino interiore, che è alla base di tutto, è al principio… appunto, il piccolo principio!

qui inizia il natale

Essere tutti più buoni a Natale cosa è esattamente? Un’affermazione? Un invito? E soprattutto… Natale quando è ?

Forse… anche se difficile, la cosa più bella sulla quale lavorare è quella di pensare che ogni giorno sia Natale e che ogni giorno si decida di essere “Più Buoni”.

I tre Stati Comportamentali li abbiamo attraversati assieme, pensiamo a loro come fossero uno specchio… mettiamoci davanti ad ognuno e noteremo che sarà solo uno a riflettere la nostra immagine. Trovata? Ci sta bene? No? Allora… al lavoro, che Natale è dietro l’angolo!

Vi Vogliamo un Mondo di Bene