C’è una cosa molto interessante che accade nella vita di ognuno di noi, e succede più volte di quanto pensiamo. A volte ce ne accorgiamo, altre volte no. Mi riferisco a quel momento in cui abbiamo la sensazione che qualcosa stia per cambiare.
È come se, davanti a noi, comparisse una porta. E qualcosa dentro di noi chiedesse di essere attraversato, superato, lasciato andare o, al contrario, finalmente accolto.
Abbiamo già parlato più volte del Natale come di una porta che possiamo decidere di aprire, oppure no. Una soglia che esiste sempre, ma che non sempre scegliamo di attraversare.
Ma c’è un dettaglio che spesso sfugge. Queste porte non sono mai completamente libere. C’è sempre qualcosa davanti ad ogni soglia. Qualcosa o… “qualcuno” che sta lì per metterci alla prova. Si, un guardiano.
I guardiani delle soglie non sono certo una novità, ma qui possiamo provare a guardarli da una prospettiva diversa. Nelle favole sono spesso rappresentati come figure minacciose, pronte ad attaccare o respingere chiunque non sia pronto a passare. E in effetti fanno proprio questo: mettono alla prova il passaggio lavorando sui dubbi, sui pesi, su quella voce sottile che continua a ripetere: “E se non fossi pronto?”
A questo punto qualcuno potrebbe chiedersi: esiste un guardiano anche sulla soglia del Regno di Babbo Natale? Certamente! Ed è lì soprattutto per gli adulti. Anzi, ora ve lo presento subito… nel mio mondo si chiama Henry N. ed è un magico Schiaccianoci (infatti N. Sta per “nutcracker”, che in inglese significa appunto Schiaccianoci).
La scelta è tutt’altro che casuale. Lo Schiaccianoci nasce per una funzione precisa: è stato creato per “aprire”. Per prendere qualcosa di duro… e romperlo, permettendo così l’accesso a ciò che c’è dentro.
Ed è qui che il simbolo si rivela e ci parla. Perché se torniamo a quella porta di cui parlavamo prima, inizia a emergere una domanda importante: “e se prima di entrare ci fosse bisogno di rompere qualcosa?”.
Perché diciamoci la verità: quante volte nella vita ci troviamo davanti a un cambiamento, a un’opportunità… e invece di attraversare la soglia, restiamo lì? O peggio, torniamo indietro?
La verità è che ogni passaggio chiede un prezzo. E non sempre siamo pronti a pagarlo. Si tratta di lasciare le sicurezze e i sostegni che ci hanno accompagnato fino a quel momento. E allora in molti preferiscono restare dove sono. In un luogo conosciuto, rassicurante, ma troppo stretto per contenere ciò che potremmo diventare.
Ed è proprio qui che il nostro schiaccianoci assume il suo ruolo più nobile. Diventa il guardiano della soglia che ci mette davanti ad una verità fondamentale: “Se vuoi passare… sei disposto a rompere ciò che ti tiene chiuso?”
Sembra una domanda semplice, ma tutt’altro che facile. Perché a pensarci bene, ciò che ci tiene chiusi non è sempre qualcosa di negativo. A volte è una protezione. Qualcosa che ci ha aiutato e sostenuto nei momenti difficili.
Ma quando si arriva davanti a quella soglia, ciò che prima ci proteggeva e rassicurava diventa un limite. Un peso da dover lasciare se si vuole proseguire. Un pò come nella formula magica che usiamo per entrare nel Regno di Babbo Natale “Qui lasci il presente…”. Che non significa abbandonare la realtà, tutt’altro. Significa lasciare il modo in cui, fino a quel momento, l’abbiamo vissuta. Perché ciò che sei stato fin qui non può attraversare quella soglia senza trasformarsi. Il punto, allora, è uno solo: siamo davvero disposti a lasciare il mondo per come lo stiamo vedendo ora?
Molte persone vogliono la magia, ma poche sono davvero disposte a perdere il “controllo” necessario per incontrarla. Certo, possiamo sempre decidere di fermarci dove siamo e tornare indietro, come abbiamo fatto tante altre volte. Continuare a vivere nel presente così com’è: razionalizzato, logico, organizzato, spiegato… e così via.
Diverso invece è per chi sceglie di fare quel passo e prosegue. E il Natale, forse, è proprio questo: uno spazio dentro di noi in cui abbiamo la possibilità di fare una scelta diversa. Scegliere di aprirci e lasciare andare… per vedere oltre ciò che fino a quel momento abbiamo considerato assoluto.
Lo schiaccianoci sta lì, su quella soglia, per ricordarci che oltre ogni ostacolo ci attende una versione più ampia di noi. E forse, alla fine, il suo vero compito non è quello di fermarci. Ma insegnarci a diventare “schiaccianoci di noi stessi” ed usare tutta la forza interiore che abbiamo per liberarci dal guscio che ci tiene chiusi e ci impedisce di continuare ad evolverci.
dal libro: “Ogni giorno è Natale” di Giorgio Onorato Aquilani





