Dal 6 ottobre in libreria
Sei bambino.
Il mondo è infinite volte più grande di te.
A casa e a scuola ti insegnano a leggere, a moltiplicare, a stare al mondo. Tutto è nuovo.
Poi un giorno arriva quell'amico. O il cuginetto, la maestra, la zia.
E senza preavviso dice che Babbo Natale non esiste.
💔 Crac.
Cosa? Aspetta un attimo!
Piangi, perché hai perso qualcuno a cui volevi bene.
Fai qualche domanda, e tutti ti rispondono la stessa cosa… ormai sei grande.
Ma che spiegazione è? Inaccettabile!
La conclusione che tiri, a otto anni, è un'altra: ti hanno preso in giro.
Ed è allora che impari che Credere ti rende vulnerabile.
Prima resti ferito, poi diventi sospettoso, alla fine ti arrabbi.
E decidi che non ti succederà più.
Oggi fai parte del mondo “dei grandi”.
Sicuro che oggi, con Babbo Natale, non hai nessun conto ancora in sospeso?
Tanto hai smesso di pensarci molti anni fa… accettando una conclusione affrettata.
Quello che forse non riconosci è un'altra cosa, e arriva sempre in momenti scomodi.
Magari guardi tuo figlio credere a qualcosa con tutto il suo cuore, e senti un piccolo pugno allo stomaco.
Guidi da solo, parte una canzone di quando avevi 15 anni, e in un attimo si apre qualcosa che poi si richiude.
Ti dici che è nostalgia e vai avanti.
La nostalgia però è una Bussola potentissima. 🧭
Indica il punto preciso dove hai lasciato qualcosa.
E più anni passano, più pensi che la sensazione che permetteva al mondo di sembrarti Magico sia passata del tutto.
Facciamo chiarezza, perché qui sta il punto che nessuno ti ha mai spiegato.
La “verità” su Babbo Natale è solo un'informazione, ma le informazioni non tolgono la Meraviglia a nessuno.
Sai benissimo perché il sole tramonta, eppure davanti ai tramonti ti fermi ancora stupito. 🌅
Da bambino, a Credere ti ci avevano accompagnato: qualcuno preparava la scena, qualcuno ti teneva la mano dentro la storia.
Poi la storia si è rotta. E proprio lì, nel momento più delicato, l'accompagnamento è finito.
Sei rimasto da solo con un fatto nuovo, e da solo hai tratto la conclusione più naturale per un bambino: è tutta una bugia.
Hai imparato che crescere significava dover smettere di Credere.
Lo hai accettato e basta. 🤷🏻♂️
Fino ad ora!
Chiudi gli occhi e torna a quella sensazione di quando il mondo era più grande.
Non pensare al ricordo specifico, fermati sulla sensazione addosso, quella per cui tutto sembrava ancora possibile.
Riapri gli occhi.
Se l'hai sentita anche solo per un istante, non è sparita. È solo tanto tempo che non la vivi.
Da adesso puoi anche dirtelo, con parole da adulto: “posso permettermi di crederci di nuovo”.
Non ti sto chiedendo di rinunciare alla realtà. Al contrario, di tornare a guardarla interamente.
Davvero, come funziona allora, questo fatto di tornare a Credere?
Devi forse credere nei draghi e nelle fate?
No: un adulto non può decidere di credere a una cosa che sa non essere vera.
«Back to Magic» ti invita a una cosa diversa, e più concreta di come suona.
✨ Prepari una sorpresa e non ti fai scoprire.
✨ Mantieni una promessa piccola che chiunque altro avrebbe dimenticato.
✨ Fai arrivare la cosa giusta alla persona giusta, senza firmarla.
Non serve la slitta: basta un gesto fatto apposta.
Nel romanzo c'è una frase che il protagonista impiega pagine e pagine a capire, e tu adesso sai già leggerla:
«Io non sono Babbo Natale. Io sono un Babbo Natale… »
La Meraviglia smette così di essere una cosa che aspetti, come da bambino i doni di Natale, e diventa qualcosa che puoi scegliere di generare.
Quel giorno arriverà senza preavviso, come è arrivato a te.
Back to Magic ti mette in tasca una risposta diversa da quella che molti di noi hanno ricevuto.
Una risposta che non nega la realtà dei fatti e che soprattutto non richiede di credere ad alcuna frottola.
Non possiamo dirti di più senza rischiare di rovinarti la lettura e la scoperta.
Ma possiamo dirti cosa resta: il bambino conserva la meraviglia, e tu scopri un nuovo ruolo dentro la storia.
Nel quartiere londinese di Notting Hill, fra gli scaffali di una piccola libreria, nonno Giovanni regala ogni giorno storie
meravigliose a grandi e piccoli, soprattutto ai nipotini Emma e Thomas. Invece, papà Luca , perso fra antichi dolori e costretto a scrivere un libro su ciò che più detesta, ha dimenticato da tempo quell’incanto. Riuscirà a ritrovare il modo per aprire il suo cuore alla Magia?
Se «Canto di Natale» di Dickens incontra e guarisce un uomo Avaro di affetti, denaro e generosità, «Back to Magic» guarisce un adulto diventato Avaro di Magia e Meraviglia: e quello, sotto sotto, lo siamo quasi tutti.
Come finisce non te lo dico.
Ti dico che la parte difficile per Luca è tornare a confrontarsi con quel lato di sé che evitava da vent'anni.
Fino ad arrivare a una domanda che non ti aspetti da un libro con la copertina innevata:
“Dove va ciò che amiamo, quando non possiamo più vederlo?”
Dipende da dove entri. I ragazzi lo vivono come un'avventura, gli adulti ci trovano uno specchio. 🪞
Chi resta in superficie si diverte. Chi va in fondo trova l'altra storia.
Il Sottotitolo del Romanzo è “Il Segreto di Babbo Natale”, ma Back to Magic non è un libro sul Natale.
È un romanzo sul disincanto, sulla memoria e su ciò che accade quando decidiamo di non lasciare nell’infanzia tutto quello che un tempo ci faceva sentire vivi.
È imparare a vedere ciò che non c'è… o meglio, tutto ciò che potrebbe esserci.
È vedere la realtà insieme ad ogni sua potenziale possibilità.
Un bambino vede una scatola e vede anche un'astronave.
Crescendo impariamo a vedere soltanto la scatola.
Tornare alla magia non significa fingere che quella scatola sia un'astronave. Significa vedere perfettamente la realtà per ciò che è, senza perdere la capacità di vedere ciò che potrebbe diventare.
Nessuno ti chiede di rinunciare a un solo grammo di lucidità.
I Desideri di un adulto non valgono meno di quelli di un bambino. 🪶
Sono soltanto rimasti troppo a lungo senza qualcuno che li invitasse a esprimerli… e a realizzarli.
Fabbri Editori, Gruppo Mondadori